25 Set

La Psicologia dell’Emergenza – I Mille Volti della Psicologia

Nuova puntata de “I Mille Volti della Psicologia” con un’intervista al dottor Luigi Ranzato, già Presidente Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, che tra i primi ha portato in Italia la Psicologia dell’Emergenza e che ha fondato, assieme ad altri colleghi, il gruppo “Psicologi per i Popoli” che lavora in collaborazione con la Protezione Civile.
All’angolo della posta il dottor Alan Masala risponderà ad una mail che riguarda una gastrite di origine psicosomatica.
Conduce in studio il dottor Alan Masala.

25 Set

Riprendersi da un lutto

Domanda

Buongiorno,
A Dicembre dello scorso anno è deceduto mio padre. Mia madre ha avuto una forte depressione e i miei zii hanno deciso di collocarla in Casa di riposo, per la sua difficile gestibilità. Io sono avvocato e ho sempre curato la parte libresca della professione, ma non il rapporto coi clienti e l’attività esterna. Mi sono ritrovato spiazzato e incapace a reagire (anche mio padre era avvocato). Ora è da nove mesi che non so che fare tra crisi di pianto e ripetizione continua della frase che ho bisogno di aiuto. faccio terapia farmacologica. La situazione economica non mi consente di andare da uno psicologo stabilmente. Ho paura di non rivedere più la luce. Non sto lavorando più e credo di non essere in grado di fare l’avvocato

Risposta

Gentilissimo,
anzitutto mi permetto di porgerle le mie condoglianze per la sua perdita. Dalla sua lettera si capisce che sta attraversando un momento particolarmente difficile. E’ sempre molto pesante perdere un genitore, specie quando significa molto per noi. Il veder poi il declino di sua madre deve esser anch’esso particolarmente opprimente. Mi pare poi di capire che sulla sua gestione lei abbia avuto poca possibilità di manovra e che il tutto sia stato gestito dai suoi zii, cosa anche questa difficile da accettare. E’ un bene che lei abbia ricevuto una terapia farmacologica per affrontare questo momento e ne deduco che abbia parlato di questa sua depressione con un medico.
Come ho sottolineato più volte, il farmaco non va ad incidere sulle cause profonde del suo malessere, bensì semplicemente sui sintomi.
E’ naturale che in un momento come questo lei sia particolarmente giù, in gergo tecnico la sua è una depressione reattiva al lutto che ha subito, un lutto che è quadruplo:
perdita del padre;
perdita dell’equilibrio familiare, in quanto si aggiunge la situazione, che lei giudica ingestibile, di sua madre, e la conseguente decisione della casa di riposo;
perdita del proprio ruolo lavorativo, in quanto lei ora si trova a dover ricoprire una mansione che non sente come sua, lei fino all’anno scorso si occupava della parte libresca;
perdita dell’autonomia, in quanto sono stati i suoi zii a prendere la decisione di mettere sua madre in casa di riposo;
E’ l’insieme di tutti questi elementi, e non sono pochi, che la mettono in una posizione così difficile da gestire.
E’ un bene che lei abbia chiesto aiuto e sono sicuro che questo sarà il primo passo per uscire da questa situazione difficile.
Fortunatamente qui in Italia abbiamo un sistema sanitario efficiente che può vantare ottimi professionisti. Pur con una certa differenza da regione a regione nel nostro Paese, in tutti i centri più grandi esistono:
l’Unità Operativa o Dipartimento di Salute Mentale (U.O.S.M.);
il Servizio Tossicodipendenze o Centro Dipendenze (Ser.T.);
l’Unità Operativa o Dipartimento Materno Infantile (U.O.M.I.)
l’Unità Operativa di Psicologia Clinica (U.O.P.C.)
Il Servizio a cui la vorrei indirizzare è l’ultimo, ovvero l’Unità Operativa di Psicologia Clinica. Il costo per accedere al Servizio è quello di un ticket, quindi per un ciclo di incontri, di solito sono 6 incontri più due follow up, il prezzo è molto basso.
Spero di averle dato delle informazioni che possano esserle utili e sono sicuro che riuscirà a risolvere la difficile situazione in cui ora si trova.
Cordialmente,
dott. Alan Masala

01 Ago

I mille volti della Psicologia: la psicologia Junghiana

Eccezionale intervista al dottor Luigi Zoja, esperto di psicologia analitica, tecnica elaborata dallo psichiatra svizzero Carl Gustav Jung. In questa puntata il dottor Zoja, già presidente del Centro Italiano di Psicologia Analitica, oltre che dell’International Association for Analytical Psychology, affronterà il tema della paura, dell’inconscio e degli archetipi.

All’angolo della posta il dottor Alan Masala risponderà ad una domanda in cui si parla di anoressia.
Conduce il dottor Alan Masala

01 Ago

I mille volti della Psicologia: la teatroterapia

In questo episodio viene affrontato il tema della teatroterapia, in particolare del suo aspetto pedagogico, con un’intervista al dottor Michele Torresani, responsabile dell’equipe teatrale della Cooperativa Sociale Progetto 92, operativa in Trentino.

Nell’angolo del “Lo Psicologo Risponde” il dottor Alan Masala risponderà ad una persona che porta una domanda riguardo la psicoterapia ed in particolare parlerà del distacco che tiene l’analista durante la terapia.

Conduce in studio il dottor Alan Masala

01 Ago

I mille volti della psicologia: tumori e psiconcologia

Interessante intervista con il dottor Lorenzo Gios, psicologo e psicoterapeuta presso LILT (Lega Italiana Lotta ai Tumori) del Trentino in cui si tratterà il tema della psiconcologia.

All’angolo della posta il dottor Alan Masala risponderà ad una domanda di una ragazza che chiede se sia opportuno tornare con il proprio partner dopo una rottura.

Conduce il dottor Alan Masala.

07 Giu

I mille volti della psicologia: Il sonno nei bambini

In questa puntata la dottoressa Serena Costa affronta l’argomento del sonno nei più giovani.

All’angolo della posta il dottor Alan Masala risponderà ad una mail in cui una ragazza dice di trovarsi ad un punto morto della propria vita, avendo tralasciato amici e divertimenti per lo studio. La dottoressa Annalisa Stablum farà invece maggiore chiarezza sulle differenze tra psicologo e psichiatra.

Conduce il dottor Alan Masala

07 Giu

Si può recuperare una relazione finita?

Domanda

Caro Ottimamente,
cercherò di spiegare bene cosa mi è accaduto in questi ultimi mesi nel modo più semplice possibile.
Io e il mio fidanzato siamo stati fidanzati 6 anni e mezzo, quasi sette. Lui quest’anno è andato a lavorare fuori ma nel week end tornava; cioè tornava il venerdì’ sera e ripartiva la domenica dopo pranzo. Io sono comunque stata a trovarlo alcune volte, era la prima volta che stavamo così distanti dato che eravamo abituati a vederci molto spesso. La cosa è andata avanti fino a che una grande crisi ci ha colpito, lui non era più sicuro dei suoi sentimenti per me e si è preso una sbandata per una donna di sei anni più grande, una storia già conclusa, lui si è sentito come raggirato da questa donna che lo ha messo alle strette approfittandosi della sua situazione sentimentale difficile. Non è riuscito a venirne fuori, come se fosse in un incantesimo. Nonostante lei gli controllasse i telefoni lui ha continuato a cercarmi. provava con lei forte passione sessuale. In sei anni non gli è mai passato per la testa di tradirmi, tra noi c’era incomunicabilità, routine, sempre stesse cose, poco sesso. Lui di questi problemi non me ne ha parlato e io non ho potuto fare niente per cercare di salvare e rimettere in moto la coppia magari facendo cose nuove più stimolanti che magari, in una coppia ormai insieme da tempo, possono mancare, dove tutto diventa ovvio senza curiosità. Lui ha dato quindi la colpa della crisi ad entrambi e che ciò che ha fatto è stata la conseguenza di tutto e che quetsa avventura si è rivelata un fuoco di paglia, nonostante fosse con lei, pensava a me.
C’è anche un altro fatto: lui si è trovato da solo con uno stioendio e un lavoro che non aveva mai avuto, una vita tutta sua lontano dai suoi genitori, da una famiglia un po’ soffocante.Perciò libertà incontrastata, è andato in confusione totale e forse deve ancora capire cosa vuole dalla vita.
Ovviamente io in questo periodo ho ripreso a fare le cose che mi piace fare, a stare da sola anche se ho molto dolore dentro. Lui ora mi ha chiesto di rivederci per un breve incontro dopo due mesi che non ci vediamo. Io non so come comportarmi poichè tutti mi dicono di chiudere definitivamente i ponti, di cancellarlo dalla mia vita, di rifarmi una nuova vita, è solo un immaturo, non tiene a me, è un egoista, lo rifarà se lo perdoni, perchè io ovviamente ne ho parlato con i miei genitori e gli amici.
Sperando in un suo consiglio obiettivo, La ringrazio e La saluto.

Risposta

Gentilissima,
grazie per aver condiviso con noi questo suo momento particolarmente difficile. Quando ho letto la sua mail ho sentito subito la sua sofferenza e capisco che in questo momento lei si sente sola e sperduta, come se avesse perso un punto di riferimenti fisso della sua vita.
Lei mi chiede se è il caso di ricominciare a vedere il suo ex fidanzato. Io credo che questo sia possibile ma solo se si vadano prima ad affrontare determinati problemi che sono insorti durante la relazione.
Lei pone come elemento di rottura della relazione con il suo fidanzato un’altra persona, mettendo come corollario il periodo di lontananza che stavate vivendo. Credo invece che la relazione tra il suo ex compagno e un’altra donna sia non tanto una causa, bensì una conseguenza del vostro distacco. Credo che la prima domanda da farsi sia: perché il suo fidanzato ha deciso di frequentare questa donna? E’ stato solo perché era distante? Può essere, ma non credo che basti come spiegazione. Se questa fosse stata la vera motivazione sarebbe stato più ragionevole supporre che il suo ragazzo frequentasse questa persona clandestinamente e per un periodo di tempo limitato, prendendo determinate distanze e mettendo determinati limiti. La cosa, mi pare di capire, non è andata invece così ed è su questo che bisogna interrogarsi.
Nelle coppie, specie quando ci si frequenta per tanto tempo e ci si mette insieme da giovani (da prima dei 20, fino ai 25/30 anni), capita che con il tempo si cambino i gusti e le preferenze, non riuscendo più a trovare soddisfazione negli obiettivi che ci si pone con il proprio partner.
In una coppia è di fondamentale importanza condividere le cose ed avere dei progetti comuni. Voi li avevate? Avevate pianificato insieme il futuro? Negli ultimi tempi, parlo degli ultimi 12/24 mesi, avevate parlato di vivere insieme? Di avere dei figli? Avete mai affrontato argomenti come: cosa ci tiene insieme? E’ l’abitudine o la voglia di condividere qualcosa? Sono i progetti, grandi e piccoli, oltre che una voglia di condividere esperienze ed emozioni, che fanno stare insieme una coppia
Se lei vuole veramente rivedere il suo ex ragazzo si ponga prima queste domande e cerchi di trovare delle risposte, poi, esaminando quelle che le darà il suo ex compagno, guardi se queste combaciano con le risposte che lei ha dato.
Esistono poi altri due fattori fondamentali da tenere in considerazione. Parto con le rispettive famiglie di origine. Queste vogliono dire tantissimo e, a lungo andare, misurando questo tempo in decenni, l’averle contro, o presenti all’interno della vita di coppia in maniera troppo invasiva, si rischia una rottura con il partner. Il secondo elemento che va attentamente ponderato è un altro e riguarda gli elementi del carattere del proprio ragazzo/ragazza che non ci piacciono. C’è un antico adagio che dice: “le donne sposano gli uomini sperando che questi cambino, gli uomini sposano invece le donne sperando che non cambino mai”. Mi permetto di fare una sottolineatura: in generale è difficile che un aspetto del carattere si addolcisca con il tempo, in caso è più facile il contrario. Se lei vede oggi degli aspetti negativi nel suo ex fidanzato (e li vede non tanto perché è arrabbiata con lui, ma li notava già prima), dovrà aspettarsi di vederli in maniera ancora più accentuata in futuro.
Vorrei concludere dicendole che il dolore che lei oggi prova andrà via, ci vorrà però del tempo. A tutti gli effetti quando una coppia si lascia, va elaborato un lutto: di fatto la persona che amavamo e con cui avevamo programmato un futuro non c’è più. Noi purtroppo siamo abituati alla televisione in cui, nei film, dopo un paio di mesi da una rottura o un lutto, il personaggio principale trova subito l’anima gemella. Purtroppo nella vita reale le cose non sono così semplici e ci vuole tempo, a volte anche qualche anno.
Personalmente credo che lei ci abbia scritto perché, in cuor suo, probabilmente, vuole riprovare a ricominciare con questa persona e finora ha ricevuto solo pareri contrari. Credo che ricominciare sia possibile, però a patto che si siano affrontati tutti quei problemi che hanno portato alla situazione attuale e che nel suo caso sono antecedenti alla tradimento con questa donna di sei anni più vecchia. Questi sono gli aspetti più importanti per capire se rimettersi in gioco oppure no. Se lei non risolve questi problemi c’è una possibilità che la situazione si ripeta.
Le auguro di tutto cuore un “in bocca al lupo” per qualunque sarà la sua decisione. La invito però a riflettere bene su questa decisione e la pongo di fronte ad un altro fattore non secondario: il rischio di rimanere “impantanati” in una storia che a lungo andare può avere risvolti negativi.
Il mondo è pieno di belle persone e sicuramente una tra queste è la sua anima gemella. Ci vuole forza e coraggio ma sono sicuro che lei riuscirà sicuramente ad uscire da questa brutta situazione. Ci vuole forza, tempo e coraggio.
Cordialmente
dott. Alan Masala

04 Mag

I mille volti della psicologia: la prossima puntata sarà sul sonno dei bambini

Ecco la locandina con le date e gli orari di quando verrà trasmessa la prossima puntata della nostra rubrica “I mille volti della psicologia”.

non perdetevela! verrà intervistata la dott.ssa Serena Costa, esperta nel trattare le problematiche relative al sonno dei bambini.

locandina Mille volti psicologia_Il sonno dei bambini (1)

 

04 Mag

I mille volti della Psicologia: il Disturbo Post Traumatico da Stress

 

Un interessante excursus sul PTSD (Post Traumatic Stress Disorder) con un intervista alla dottoressa Clara Mucci, docente presso Università degli Studi “G. D’Annunzio” Chieti.

All’angolo della posta la dottoressa Serena Costa risponderà ad una domanda sul bullismo mentre la seconda mail, a cui risponderà il dottor Alan Masala riguarda il disagio dell’acne.

 

Conduce in studio il dottor Alan Masala.

04 Mag

I mille Volti della Psicologia: Counseling vs Psicologia

Nel nostro Paese il counselling viene visto come un diretto antagonista della psicologia. E’ proprio così? Abbiamo intervistato il dottor Antonello Panetta, esperto di counselling, e abbiamo cercato di capire che correlazioni e quali differenze esistono tra queste due discipline.

Conduce in studio il dottor Alan Masala.

All’angolo della posta il dottor Masala risponderà ad un quesito cercando di fare luce sulle diverse professionalità che ruotano attorno alla cura della sofferenza della mente. La dottoressa Laura Valentini si occuperà invece del problema degli attacchi di panico.